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domenica 24 novembre 2013

Direttamente dalle castagne...



La farina di castagne è una delle protagoniste assolute dell'autunno. 
E' una polvere sottile e dal colore caldo, con un sapore naturalmente dolce. 






Serve prima di tutto a preparare il castagnaccio, morbidissima torta profumata al ramerino, ripiena di uvetta e pinoli, ma anche per fare i necci, una specie di crespelle sottili che, una volta cotti, vengono farciti con la ricotta addolcita. 






Sono uno dei piatti tipici delle montagne pistoiesi e della Garfagnana, ma, con un po' di fortuna, si possono trovare anche a Firenze. l loro nome deriva dall'albero del castagno che, proprio in queste zone, viene chiamato "neccio". 




Erano il pasto dei poveri e dei contadini che avevano bisogno di sfamarsi spendendo poche lire, un'alternativa nutriente al grano molto più caro e meno disponibile. L'impasto è semplicissimo da preparare, farina di castagne , acqua e poco sale, ma il difficile è la cottura: niente padella, si usano i "testi", due piatti di ferro con dei lunghi manici che vanno inumiditi d'olio e poggiati sul piano della stufa a legna. Scottarsi è un gioco da ragazzi, ma ancor più facile cuocere troppo o troppo poco i necci che dovrebbero venir fuori consistenti ma leggeri, ambrati ma non carbonizzati!





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