Via della Loggia de' Bianchi (da via delle Gore a via Dazzi nella zona di Careggi).

A Firenze, nel 1399, ne giunsero più di 40.000 e si accamparono fuori delle mura della città. Stremati dal cammino e dalle malattie, affamati e sanguinanti per le ferite che gli martoriavano la schiena, furono curati e sfamati dalla Signoria fiorentina. A Roma, nell'anno giubilare 1400, ne giunsero meno della metà e i pochi sopravvissuti portarono con sé il flagello della peste che spense definitivamente la loro devozione.
A ricordo del loro passaggio, un mercante bergamasco, Bernardo Corona Da Ponte, fece erigere una Loggia su un preesistente tabernacolo che fu affrescata da Ulisse Giocchi, su disegno del Poccianti, con la leggendaria processione della Compagnia penitenziale, alla presenza dei committenti e dei loro rispettivi patroni.
Anche l'abitazione al numero 1 della via, la Casa dei Bianchi, una grande villa signorile, costruita attorno ad una torre medioevale, reca con sé gli stessi caratteri cinquecenteschi della Loggia.