Quando
nell'Ottocento le esplorazioni archeologiche si intensificarono per
ricercare testimonianze del mondo ellenistico, non furono poche le
sorprese che stupirono gli studiosi. Quasi tutte le statue avevano,
nascoste dalle pieghe degli abiti e dai lineamenti dei volti, tracce
del colore che aveva abbellito le labbra e le guance, esaltata la
trama delle vesti, acceso di vita gli occhi e fatti risplendere i
capelli. La scoperta fu travolgente e sensazionale, ma non tutti
l'accolsero favorevolmente perché, fino ad allora, il mito della
Grecia classica si era sempre incarnato nell'aspetto candido e
levigato di sculture e bassorilievi ed era difficile digerire una
notizia così rivoluzionaria. Ma
i fatti parlavano chiaro e non si potevano certo ignorare, anche se i
fedelissimi al “bianco assoluto” fecero di tutto per non cedere
alle nuove rivelazioni, arrivando persino a suggerire di ricolorare
le statue con una bella verniciata purificatrice.
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La Venere pudica degli Uffizi |
Anche la Venere dei
Medici del I secolo avanti Cristo, regina incontrastata degli Uffizi,
non era pallida come appare adesso: Nel 2012, grazie
ai finanziamenti della fondazione non-profit Friends of Florence, un
accurato restauro ha messo in luce il vero aspetto della splendida
statua, simbolo della bellezza antica nel periodo neoclassico,
definita dal critico d'arte inglese John Ruskin “una
delle più pure ed elevate incarnazioni della donna mai concepite”.
La bocca rossa, la chioma solcata d'oro fino, i
fori ai lobi delle orecchie per adornarla con preziosi monili la
facevano assomigliare ad una vera donna, altro che l'elegante ma
fredda immagine che vediamo oggi! I turisti del Settecento la
ricordavano, nei loro diari di viaggio, con ancora i capelli
leggermente indorati, un'altra viva testimonianza che la bella dea
era nata ben diversa da com'era poi diventata. Ma, a causa delle
tante vicende collezionistiche che l'hanno vista protagonista, non
ultimo il ratto da parte di Napoleone, e in seguito a delle vistose
lisciature del marmo, il colore si è definitivamente spento e solo
oggi, con strumenti d'indagine sempre più avanzati, si è potuto
capire come appariva in tutta la sua brillante solarità. Dove non
arriva l'occhio, entra in campo la scienza che riesce a rivelare
segreti preziosi per restituirci ogni opera così come era uscita
dalle mani dei grandi artisti.
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Prove di colore su calchi in gesso |
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Prove di colore su calchi in gesso |
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Prove di colore su calchi in gesso |
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